L'arte che fa vendere

L’arte fa vendere? L’arte in vetrina è provocazione o abile marketing? Cos’è l’arte?

Beh, ne sono state date talmente tante definizioni, a volte anche contradditorie, che è difficile per me anche solo tentare di dare una risposta. Però di una cosa sono sicura: l’arte non lascia indifferenti. A volte fa discutere, a volte lascia a bocca aperta, altre volte è un mistero che seduce, destinato a ritornare alla memoria per tutta la vita. È in ogni caso qualcosa che apre un dialogo con il pubblico. Proprio come una vetrina.

Mettere assieme una vetrina commerciale e un’opera d’arte può suonare come un’eresia, in certi ambienti. Eppure sono entrambe create per farsi guardare, accendere la curiosità, nutrire l’immaginazione. E non dimentichiamo che alcuni capolavori artistici sono nati su commissione o per celebrare eventi e personaggi. Esigenze di marketing, diremmo oggi. Ma questo non diminuisce affatto il loro valore, la loro portata.

Nella mia lunga esperienza di vetrinista ho avuto il grande piacere e l’onore di lavorare con alcuni artisti di fama. È stata umanamente un’esperienza straordinaria, che mi ha dato molto. L’arte è un modo diverso di vedere le cose, di metterle insieme e plasmarle per ottenere cose nuove e sorprendenti. In un mondo sempre più indifferente a tutto, dove ogni cosa nasce ovvia e risaputa, l’arte ha ancora la capacità di cambiare il nostro punto di vista.

Ho trovato con gli artisti con cui ho lavorato una grande sintonia, perché ci siamo trovati a collaborare creativamente su un progetto di comunicazione. Un progetto che valorizzasse l’opera d’arte e il prodotto in vetrina, senza che uno sminuisse l’altro, ma anzi lavorassero insieme per invitare all’attenzione. I prodotti in vendita dovevano trovare il loro ruolo, accanto all’opera d’arte, costruendo un panorama che avesse uno scopo e un senso estetico.

La mia più grande soddisfazione è stato constatare che questo insolito sodalizio funziona, attirando con più forza le persone nel negozio. L’arte ne è risultata svilita, piegata a esigenze commerciali? Tutt’altro! È uscita dagli atelier e dalle gallerie per fare ciò per cui è nata: incontrare le persone e colpirle al cuore. In fondo, come diceva lo scrittore Henry Miller, l’arte non insegna nulla, tranne il senso della vita.