Tendenze in vetrina

Materiali, colori, atmosfere e novità della shopping experience ai tempi della crisi.

Una vetrina è sempre un luogo di seduzione che attira l’attenzione, tenta lo sguardo e stuzzica l’immaginazione. Apre un dialogo fra cose e persone che contribuisce al fascino dei nostri centri storici e rilancia i consumi. Ai tempi in cui la crisi continua a mordere, anche la vetrina è costretta a cambiare, nella forma e nella sostanza.

Oggi i centri delle nostre città d’arte, invidiate in tutto il mondo, sono monopolio delle grandi marche internazionali. Passeggiando per le vie dello shopping di Roma, Firenze, Venezia, ci si imbatte praticamente nella stessa sequenza di vetrine. Il calo dei consumi ha favorito le grandi catene, che portano ovunque gli stessi prodotti e la stessa esperienza d’acquisto, standardizzata e uguale a se stessa praticamente ovunque. Si rischia così di perdere la personalità del negozio, la sua capacità di essere unico, di mettere in vetrina spettacoli emozionanti a beneficio della gente, anche di chi non concluderà mai un acquisto.

Sì, perché la vetrina è arredo urbano, come ha ben capito l’Amministrazione Comunale di Cesena quando, nell’estate del 2012, ha dato vita all’iniziativa “Accendiamo le vetrine”, proponendo una serie di iniziative per rivitalizzare negozi sfitti e tristemente vuoti. Nessuno passeggia volentieri in un centro storico costellato di stinti cartelli “vendesi” e “affittasi”, serrande abbassate, vetri sporchi e spazi desolantemente abbandonati.

Dunque oggi anche solo resistere è una grande vittoria. Saper intercettare i trend del momento diventa vitale per poter continuare a competere e invitare all’acquisto. Le nuove tendenze della shopping experience si danno appuntamento ogni tre anni a Düsseldorf alla fiera Euroshop, da poco conclusasi. Estesa su oltre 115mila metri quadri per 16 padiglioni e con oltre 2.200 espositori da 56 diversi paesi, Euroshop è l’appuntamento irrinunciabile per chi lavora nel settore ed evidenzia, ad ogni edizione, le maggiori innovazioni del periodo. Quest’anno i riflettori erano puntati sull’illuminotecnica, che grazie alle lampade LED ha subìto una piccola rivoluzione in termini di possibilità di applicazione e di diminuzione dei costi di esercizio. Corpi luminosi di ogni foggia e dimensione, anche a scomparsa, consentono una grande versatilità nella gestione della luce, a un costo contenuto grazie ai bassi consumi della tecnologia LED.

In più, come sempre succede, è l’oro il bene rifugio dei tempi difficili. Ecco allora che il color oro si affaccia prepotente in vetrina e all’interno del negozio, in un’idea di lusso molto cara ai nuovi ricchi dei paesi dell’Est e dell’estremo oriente. Oro nei dettagli, ma anche nell’illuminotecnica, che spande una luce dorata e vibrante.

Accanto all’oro, i colori caldi del legno e del travertino, che infondono ad ogni ambiente un’aria rassicurante, di casa. È insomma un ritorno alla tradizione, ai materiali naturali, al marmo e al ferro, testimoniato anche da elementi d’arredo di puro artigianato. Gli spazi si fanno armoniosi e accoglienti, naturale prolungamento della vetrina, in un unico flusso che accompagna dall’esterno verso l’interno.

La valorizzazione dell’antico e dell’hand-made incontrano una tecnologia sempre più sofisticata e perciò invisibile. Gli inserti tecnologici aggiungono un tocco d’innovazione mai invadente o troppo “freddo”, privilegiando la multimedialità di schermi e segnaletica digitale. L’obiettivo è di trasformare l’acquisto in un’esperienza piacevole per tutti i sensi, attraverso anche luci, colori e profumi, in modo che non sia solo il prodotto a spingere dentro il negozio, ma anche il piacere di curiosare e di sentirsi a proprio agio.

Un metodo efficace per contrastare l’acquisto on line e riportarlo alla sua giusta dimensione: quella del dialogo, dell’incontro e della relazione.

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